È proprio ciò che ognuno di noi prova di fronte ad un nuovo orizzonte che rende un viaggio un esperienza unica, come per me è stata la scoperta di questa desertica, brulla e selvaggia isola…
Fuerteventura è la più orientale delle Isole Canarie e dista solo 60 miglia marine dal litorale marocchino. Grazie alla sua posizione geografica, nel tempo, si sono depositate le sabbie del Sahara. Il risultato di questo processo sono 200 Km di alcune delle spiagge più belle del mondo è anche questa la particolarità di questa meta e ciò che mi ha affascinata…
A Fuerteventura è indispensabile girare, scoprire, vedere… solo così si può capirne l'essenza
Il mio viaggio inizia dall'aeroporto di Verona, non sono abituata a viaggiare nel mese d'agosto, ma le pratiche d'imbarco sono abbastanza veloci. Finalmente si parte e dopo 4 ore circa di volo si atterra a Fuerteventura; soffia un leggero venticello, si sta benissimo e non si sentono quasi i 34 gradi. È l'isola del vento costante che mi accompagnerà per tutta la settimana in alcuni luoghi più intenso in altri no… ma il clima è veramente fantastico.
L'aeroporto è nuovo e dista soli 10 minuti di trasferimento da Caleta De Fuste.
Ho scelto questo paesino come locazione perché trovandosi a metà strada tra nord e sud è punto strategico per poter visitare tutta l'isola, quindi dopo aver sbrigato tutte le formalità di check-in in struttura contatto l'assistente in loco per il noleggio dell'autovettura.
La sistemazione è in all inclusive anche se non la utilizzerò molto, una colazione abbondante e la cena la sera sono più che sufficienti visto che i chilometri da fare sono tanti e ho tutto un mio programma nella mente; sarà per passione e per professione ma comincio a viaggiare molto prima di essere a destinazione.
La macchina mi verrà consegnata il giorno successivo, per cui a piedi, 900 metri dalla struttura, arrivo in centro a Caleta de Fuste.
Piccolo paesino ben strutturato, con una baia protetta e il centro storico, sovrastato da un fortino (Castillo) che risale al XVII secolo, raggiungibile con una bella passeggiata.
Rientro in hotel e mi godo un po' la prima giornata di relax… da domani inizierà la vera avventura.
Colazione in hotel, ritiro la mia super Panda e via si parte in direzione nord. Spostarsi è facile, le strade sono nuove e ben segnalate, bisogna fare attenzione a non superare i limiti di velocità, i posti di blocco sono ovunque, soprattutto per l'alcool test. Dopo 40 minuti di tragitto spettacolare, scogliere a picco sul mare… oceano per la precisione, onde da Atlantico e colori caraibici, si arriva nel cuore dell'animato paesino di Corralejo.
È una destinazione molto animata adatta ai giovani che amano la vita notturna, infatti c'è la maggior concentrazione di locali notturni e ristoranti; porto turistico dal quale si parte per visitare la vicina isola di Lanzarote ma non solo, anche l'Isola di Lobos, piccolo gioiello dai fondali meravigliosi.
Faccio un giro per il paese e poi mi dirigo verso una delle spiagge più belle dell'isola Le Dune.
Dal paese sono 2 minuti di auto, ma ci si arriva tranquillamente anche con i bus di linea.
Che dire… chilometri di sabbia bianchissima e finissima, dune che modellano il paesaggio, migliaia di spiagge che formano una riserva naturale, quella delle Dune di Corralejo; alcune delle più famose sono Playa de Pozo, Playa del Medano e Playa del Viejo, molto amate dai naturisti e, per la presenza costante del vento, meta ideale per gli amanti del surf e del kite surf. Decido che è il caso di soffermarmi un intera giornata, il vento c'è ma non è per nulla fastidioso e non c'è cosa migliore che un bel bagno in mare e del body surf sulle dune.
Si rientra in hotel, il tempo di sistemarsi e si parte nuovamente per Corralejo, una cena a base di paella in un ristorantino sul molo, il Sotavento, una bella passeggiata nella Fuerte by night e decido di pernottare a nord.
Sveglia presto, colazione abbondante e si parte per El Cotillo, piccolo paese di pescatori situato a nord ovest dell'isola; ci si arriva in pochissimo tempo da Corralejo. Qui il vento regna sovrano e l'oceano, rientrando nella scogliera, forma delle piscine naturali dove è possibile fare anche il bagno. Nelle piccole calette incastonate nella roccia i surfer sono padroni. Il panorama è suggestivo e inquietante.
Prima di proseguire lungo lo sterrato, mi godo il paesino, piccolo e ancora poco turistico. Un pranzo veloce al ristorante Azzurro, gestito da italiani, una visita al fortino da cui si gode una vista bellissima e poi non resisto, torno sui miei passi e resto lì immobile ad osservare i Kite surfer che saltano e si immergono tra le onde… ci starei per ore ma il vento è veramente troppo per cui guidando proseguo ancora per una decina di chilometri e poi ritorno a Caleta de Fuste.
Dopo aver esplorato le costa nord dell'isola, il mio programma odierno prevede il sud, Morro Jable, Jandia e il Faro. Sono circa 1 ora e 30 minuti da Caleta a Jandia in auto.
Il paesaggio lungo la strada è lunare, dune di sabbia ovunque intervallate da scogliere a picco sul mare, verdeggiante la località Morro Jable con il suo Oasis Park, parco zoologico con più di 250 specie di animali tra l'Africa e l'Asia e il giardino botanico con le sue 2300 specie diverse di cactus. Questa è l'unica zona "verde" dell'isola.
Ma il mio obiettivo è visitare Playa de Sotavento, che non è molto segnalata dalle cartine, infatti ci si arriva dalla strada principale che porta a sud con una deviazione per una scuola di windsurf.
Playa de Sotavento è veramente un paradiso, non ho quasi parole per descriverla tanto è lunare e strepitosa e ventosa, sdraiarsi è impossibile ma merita tantissimo.
Si estende per chilometri e chilometri ed è contrassegnata dall'alta e dalla bassa marea. Durante la bassa marea si apre una distesa di sabbia dove le acque del mare sono cristalline ad hanno colori caraibici, durante l'alta marea si forma una laguna di circa 4 km.
Camminare su questa distesa infinita punteggiata di piscine naturali è magnifico e ci passo quasi tutta la mattinata.
È giunto il momento di proseguire, costeggio il lungo mare di Jandia con il faro e i suoi negozietti e proseguo, voglio raggiungere l'estremo sud.
Percorro ancora 7-8 Km di strada finchè non trovo la deviazione, perfettamente segnalata. 30 Km di strada a curve, di cui 20 di sterrato, un panorama mozzafiato, scogliere, mille colori del mare e i mulini a vento. Qui il vento è fortissimo, bisogna guidare con cautela, la strada non è bellissima e la polvere rossa del terreno entra ovunque. Dopo circa 40 minuti finalmente vedo il Faro, eccomi alla meta&hellip più a sud non si può andare.
Il mare è completamente diverso, più scuro, più intenso, qui le correnti dell'Oceano Atlantico si incontrano formando onde che richiamano le pinne di una balena.
Nel rientro a Caleta de Fuste (sono più di 2 e 30 ore di auto) mi fermo a fare un bagno e a godermi un po' di sole nell'ampia spiaggia di jandia che sarà anche la meta del giorno successivo.
Si ritorna alla grandi distese sabbiose del sud. Giornata di riposo e di mare sulla spiaggia di Jandia che è attrezzata con lettini ed ombrelloni a pagamento.
Nel rientro mi fermo a Cofete Beach meravigliosa spiaggia si sabbia che si estende per 5 km. Non è facilmente raggiungibile, isolarsi è possibile e anche gradito, non per niente è particolarmente apprezzata dai naturisti. Per la pericolosità delle onde e del vento non è consigliato fare il bagno ma merita di essere vista.
La giornata non è ancora terminata si rientra in hotel e si riparte per la vita notturna di Corralejo.
Ho visitato scogliere, spiagge immense, dune e sabbia bianchissima, per cui, visto che l'isola oltre ad essere desertica è anche vulcanica, decido di attraversarne l'interno brullo e di sfociare sulla costa occidentale dove ad attendermi c'è un' immensa spiaggia di sabbia nera Ajuy. Resto incantata, è bellissima e con caratteristiche uniche, geologicamente molto interessanti. C'è una passeggiata lungo le scogliere dove si raggiunge una caverna che funge da osservatorio sul mare. Non c'è molto anzi è quasi desertica a parte dei ristorantini sulla spiaggia gestiti da spagnoli.
Molto suggestiva e particolare. Rientro in hotel per la cena.
Ultimo giorno dedicato alla scoperta dell'isola faccio rotta verso nord. Passo dalla capitale Puerto del Rosario con la spiaggia di Playa Blanca e proseguo fino alle dune di Corralejo, altro bagno in mare e passeggiata, sono instancabile, da qui mi imbarco per l'isola di Lobos.
Questo è un paradiso selvaggio. Non c'è nulla tranne natura e silenzio interrotto solo dal rumore del mare e del vento. La spiaggia sabbiosa è ampia e si può fare tranquillamente il bagno, il fondale è abbastanza digradante. Ottima meta per gli amanti dello snorkeling perchè ricca di pesci lungo la costa.
Rientro a Corralejo nel tardo pomeriggio.
Il viaggio si è concluso, riconsegno la mia super Panda e mi preparo per il trasferimento in aeroporto. Il decollo è meraviglioso, sorvoliamo la nera e vulcanica Lanzarote al tramonto. Dopo circa 4 ore di volo si atterra a Verona.
Un viaggio alla scoperta di un isola particolare: un pizzico di Spagna, molta Africa e sentori tropicali per dimenticare che siamo ancora in Europa.